Agricoltura · Clima · Mercato  |  Reg. UE 2024/3012 (CRCF)

Il tuo terreno vale più di quanto credi. Con il Manuale e l'Assessment personalizzato, trasformalo subito in un reddito reale e misurabile.

CO₂ catturata €/ha reddito CRCF normativa MRV certificazione

Il Carbon Farming è un mercato che si sta sviluppando adesso e che sarà completamente normato dalla UE entro il 2028. Chi avrà già misurato i dati del proprio terreno partirà con anni di vantaggio. Chi aspetterà, inseguirà.

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Copertina del manuale Il Suolo Che Vale Mauro Lajo — Forever Bambù Mauro Lajo · Forever Bambù
Documento indipendente
Agricoltura + Patrimonio forestale
Dati di mercato 2024-2026
A cura di Mauro Lajo · Forever Bambù
1 ottobre 2026 · Webinar «Dal Suolo ai Crediti di Carbonio»
388professionisti iscritti
281collegati in diretta per 2 ore
213con crediti formativi del proprio Ordine

Agronomi, periti agrari e forestali da tutta Italia, in un evento accreditato CONAF. I temi di quel pomeriggio, qui li trovi scritti passo per passo.

La verità scomoda

Produrre crediti di carbonio è la parte semplice,
trasformarli in reddito è la sfida da vincere.

«La stragrande maggioranza dei progetti agricoli di Carbon Farming — in Italia come in Europa — non riesce a generare reddito concreto per le aziende che li avviano.»

Non perché manchi il potenziale. Ma perché manca il pezzo che nessuna guida tecnica ti spiega: come arrivare davvero al mercato. Ti hanno parlato di "crediti di carbonio", forse ti hanno proposto di firmare qualcosa. Ma nessuno ti ha mostrato i numeri reali della tua azienda, né i 5 muri contro cui i progetti si schiantano.

Questo manuale parte esattamente da lì. È scritto per chi lavora la terra o la consiglia — agricoltori, agronomi, periti, consulenti — non per gli addetti ai lavori dei convegni.

Perché proprio adesso

Cinque forze stanno cambiando l'agricoltura italiana. Tutte insieme.

Nei prossimi cinque anni convergeranno cinque trasformazioni. Quando saranno mature, sapere cos'è il Carbon Farming non sarà un vantaggio: sarà un obbligo.

🛒

Le filiere ti chiederanno i dati climatici. Grande distribuzione e brand devono rendicontare le emissioni dell'intera catena (Scope 3). Chi non sa fornire questi dati rischia di perdere contratti.

🏦

Le banche guarderanno il tuo profilo ESG. Con la CSRD, gli istituti valutano il rischio climatico delle imprese. Un'azienda con un progetto documentato ha un merito creditizio migliore.

🇪🇺

Il Regolamento CRCF crea un mercato regolamentato. Il registro europeo è atteso per il 2028: i crediti certificati avranno accesso a una domanda istituzionale che oggi non esiste.

📈

La domanda di crediti ad alta integrità esploderà. Le aziende soggette a obblighi ESG cercano crediti verificabili. Quelli agricoli e forestali di qualità sono tra i più rari e ricercati.

⏱️

La certificazione richiede tempo. Baseline, monitoraggio, verifica: un progetto avviato nel 2025-2026 genera i primi crediti certificabili nel 2027-2028 — esattamente quando il mercato europeo diventa operativo.

Prima di quanto pensi, il Carbon Farming sarà una realtà per la tua azienda: arriva preparato e sfrutta l'opportunità di guadagno.

Il capitolo più importante del manuale

Perché 9 progetti su 10 non arrivano mai al mercato

Comprendere questi ostacoli non serve a scoraggiarti. Serve a non ripetere gli errori più comuni — quelli che bruciano migliaia di euro e anni di lavoro.

1

Dimensione insufficiente

I costi fissi di certificazione vanno da 15.000 a 40.000 €, indipendenti dalla superficie. Sotto i 100-200 ha, su base individuale, il progetto è economicamente insostenibile. La soluzione esiste: l'aggregazione.

2

I costi del sistema MRV

Misurazione, rendicontazione e verifica sono la spina dorsale — e il collo di bottiglia. Su 5 anni, l'MRV può erodere il 40-70% del ricavo lordo nei progetti piccoli.

3

Mancanza di acquirenti certi

Produrre crediti non significa venderli. I crediti non si vendono su internet: servono reti, broker, accordi diretti. Un progetto senza strategia di vendita è un progetto incompleto.

4

Complessità tecnica

Baseline, addizionalità, permanenza, doppio conteggio: quattro concetti che bloccano o fanno rigettare la maggior parte dei progetti in fase di verifica.

5

Normativa che cambia in fretta

CRCF, atti delegati 2026, registro europeo 2028, metodologie CREA: un progetto certificato oggi con uno standard potrebbe non essere riconosciuto domani. La compatibilità futura va valutata prima.

✓

La buona notizia

Nessuno di questi problemi è insormontabile. Molte aziende europee li hanno già risolti. Ma non si risolvono da soli con una guida: servono le persone giuste e una strategia. Il manuale ti dà la mappa; l'assessment ti dice da dove partire.

I numeri, senza promesse

Quanto può valere economicamente un ettaro?

Stima di scenario per un'azienda media italiana, sulla sola componente crediti di carbonio (esclusi benefici agronomici, premi ESG e vantaggi di filiera). Sono ordini di grandezza per capire se vale la pena approfondire.

Prudente
10-30 €/ha·anno

0,5-1 t CO₂eq/ha·anno · prezzo 20-30 €/t. Colture a bassa cattura di CO₂, mercato attuale. Entrata marginale ma misurabile.

Realistico
50-150 €/ha·anno

1,5-3 t CO₂eq/ha·anno · prezzo 35-50 €/t. Vigneto o oliveto con pratiche agroforestali, mercato in crescita. Entrata significativa.

Evolutivo
200-500+ €/ha·anno

3-6 t CO₂eq/ha·anno · prezzo 50-80 €/t + servizi ecosistemici (biodiversità, acqua, premi di filiera). Aziende ben strutturate.

E per coltura, quanto rende davvero? (stima @25 €/t, costi in aggregazione)

Coltura / sistemaCattura t CO₂eq/ha·annoRicavo lordo creditiMargine indicativo
Cereali + cover crops + min. tillage0,3 – 0,87,5 – 20 €/haBasso (4-14 €/ha·anno)
Vigneto rigenerativo1 – 325 – 75 €/haMedio (10-60 €/ha·anno)
Oliveto sostenibile1,5 – 337 – 75 €/haMedio (22-60 €/ha·anno)
Sistema agroforestale4 – 10100 – 250 €/haAlto (80-230 €/ha·anno)
Foresta gestita3 – 875 – 200 €/haMedio-alto (60-185 €/ha·anno)
Bambù gigante (a regime, 5+ anni)~264 (≈209 cedibili)~4.200 €/ha (@20€/t)Molto alto

Stime orientative su dati di letteratura e mercato a giugno 2026. La redditività effettiva dipende da condizioni pedoclimatiche, prezzi e specifiche del progetto. Vedi cap. 9 del manuale per l'analisi completa.

In 1 minuto

Scopri, a grandi linee, dove sta il tuo terreno.

Tre domande veloci e ti do un orientamento onesto sulla tua situazione. Non è una valutazione: i numeri veri sul tuo terreno li calcola e li verifica un esperto del nostro Team Tecnico con l'assessment. Questo serve solo a capire da che parte guardare — e intanto ti mando gratis il primo capitolo del manuale.

1. Quanta superficie hai?
2. Che tipo di terreno è?
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Il Tuo Assessment personalizzato: la mappa del panorama competitivo del Carbon Farming e il posizionamento della Tua azienda.

Il manuale ti dà il quadro normativo completo. L'Assessment lo applica alla tua azienda: questionario su misura e report verificato da un esperto sono un servizio unico e inscindibile — il report nasce dalle tue risposte, e senza il report il questionario non vale nulla.

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Perché 149 € è un prezzo onesto

Un professionista impiega almeno 2 ore per produrre un assessment come questo. E per farlo deve conoscere la normativa — CRCF, UNI/PdR 156, standard di certificazione, MRV: studiarla da zero significa circa 200 ore. Tradotto: rifarlo per conto tuo costa migliaia di euro tra studio e consulenza. Qui lo hai pronto, verificato da chi opera nel Carbon Farming dal 2014 — a 149 €.

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È per te se…

Due strade, lo stesso punto di partenza

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Sei un proprietario o gestore di asset

Hai terreni agricoli, un'azienda o un bosco. Vuoi sapere se il tuo suolo può diventare una fonte di reddito, quanto può valere e da dove iniziare — senza buttare via tempo e soldi su un progetto che non sta in piedi. L'assessment ti dice esattamente questo, sui tuoi numeri.

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Sei un tecnico o consulente

Sei agronomo, perito agrario/forestale o hai uno studio. Vuoi aggiungere il Carbon Farming ai servizi che offri ai tuoi clienti, con basi solide e aggiornate. Il manuale è il tuo riferimento; e con noi puoi collaborare come partner su MRV, aggregazione e sviluppo progetto.

Chi c'è dietro

Non teoria. Operatività dal 2014.

Forever Bambù opera nel Carbon Farming e nei servizi ecosistemici dal 2014, con sede a Cernusco sul Naviglio (MI). Non vendiamo solo un documento: avviamo e gestiamo progetti reali di cattura del carbonio.

Mauro Lajo con la prima copia stampata del manuale Il Suolo Che Vale
Mauro Lajo con la prima copia stampata del manuale · luglio 2026
  • Valutazione del potenziale di Carbon Farming di aziende agricole e forestali
  • Sviluppo e gestione progetti, con specializzazione nel bambù gigante e nei sistemi agroforestali
  • Costruzione di baseline e sistemi MRV per piccole e medie aziende
  • Formazione specialistica per agronomi, periti agrari e operatori di filiera: al webinar del 1° ottobre 2026 erano in 281, collegati da tutta Italia
  • Software per misurazione e gestione delle emissioni (cfpro)

Mauro LajoForever Bambù S.p.A. — Società Benefit · Cernusco sul Naviglio (MI)

Prima che tu lo chieda

Domande frequenti

La mia azienda è piccola. Ha comunque senso?

Sì. Anche se sotto i 100-200 ha la certificazione individuale non conviene, esiste l'aggregazione: più aziende in un unico progetto abbattono i costi fissi. L'assessment ti dice se e come la tua superficie può rientrare in un progetto sostenibile.

Il "report" è automatico o lo guarda una persona?

L'analisi viene generata sulle tue risposte e poi verificata da un nostro esperto prima di esserti inviata, entro 72 ore. Niente PDF anonimo sputato da un software.

Vale per i boschi o solo per i terreni agricoli?

Entrambi. Il questionario si adatta: scegli "agricoltura", "boschi" o "entrambi" e attiva solo le domande pertinenti, senza duplicati.

Sono un tecnico, non un proprietario. Mi serve?

Assolutamente. Il manuale è un riferimento aggiornato per la tua consulenza, e puoi collaborare con noi come partner per seguire i tuoi clienti su MRV, aggregazione e sviluppo progetto.

Ricevo subito il manuale?

Sì. Appena completato il pagamento puoi scaricare il PDF e lo ricevi anche via email. Il questionario lo compili subito dopo, anche in più sessioni.

149 € sono IVA inclusa? Ricevo fattura?

Sì, 149 € IVA inclusa, pagamento unico. I dati di fatturazione (indirizzo, P.IVA o codice fiscale, SDI/PEC) li inserisci direttamente nella pagina di pagamento sicura di Stripe: la fattura elettronica parte in automatico.

E se poi non fa per me?

Hai 14 giorni di garanzia sul manuale: se non ti convince, scrivici e ti rimborsiamo. La garanzia vale finché non richiedi il report personalizzato: il report è un servizio su misura eseguito da un nostro esperto sulle tue risposte e, una volta richiesto, l'acquisto non è più rimborsabile (art. 59 Codice del Consumo — servizi personalizzati e contenuti digitali a esecuzione immediata).

Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2026

Il vantaggio del primo movimento

Chi misura oggi il proprio suolo, nel 2028 sarà in una posizione completamente diversa da chi inizierà allora.

Il documento costa 149 €. L'informazione che contiene — sapere se il tuo suolo vale, quanto, e cosa fare — può valere migliaia di euro all'anno. E comunque, da oggi, saprai esattamente dove ti trovi.

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Cosa ricevi dopo il pagamento

Manuale “Il Suolo Che Vale” (PDF, 75 pagine) — download immediato
Accesso al questionario di assessment personalizzato
Report con stima tCO₂/ha·anno e scenari economici a 10 anni
Pratiche/interventi consigliati e analisi di addizionalità
Report via email entro 72 ore dalla compilazione
Garanzia 14 giorni sul manuale: se non ti convince, ti rimborsiamo — valida finché non richiedi il report personalizzato

💬 Al ricevimento del report potrai prenotare una call di approfondimento con il nostro team

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Procedendo richiedi l'esecuzione immediata (download del manuale digitale e attivazione dell'assessment personalizzato) e accetti che il diritto di recesso si applichi nei limiti indicati nelle FAQ (art. 59 Codice del Consumo).

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Assessment

Cosa possiedi o gestisci?

La risposta attiva le domande giuste: solo agricoltura, solo boschi, o entrambi (senza domande doppie).

Se hai sia campi sia bosco scegli «Entrambi»: vedrai le domande di tutti e due, senza doppioni.
Profilo

Chi sei, rispetto a questo progetto?

Ci serve per calibrare l'analisi e i prossimi passi giusti per te.

Se sei un tecnico e compili per un'azienda cliente, rispondi alle domande pensando a quell'azienda.
Profilo

Profilo e localizzazione

Dati comuni a tutta l'analisi.

Esempio: l'agronomo che ti segue la PAC, o il dottore forestale che ha scritto il piano dei tagli.
I comuni dove si trovano i terreni o i boschi di cui parliamo, non la sede dell'azienda.
Lo trovi nel certificato di destinazione urbanistica o sul geoportale della tua Regione. Esempio: un bosco dentro un Sito Natura 2000 (ZSC o ZPS), un parco regionale, un vincolo paesaggistico.
Agricoltura

Azienda agricola

Dimensioni e indirizzo produttivo.

Serve a capire chi firma i contratti e con quale regime fiscale. IAP e coltivatore diretto risultano dalla visura o dal fascicolo aziendale.
SAU = superficie agricola utilizzata: gli ettari coltivati, a prato o a pascolo, esclusi boschi, fabbricati e tare. La trovi nel fascicolo aziendale.
Gli ettari su cui saresti disposto a cambiare pratiche per generare crediti. Esempio: 80 ettari di SAU, ma solo i 50 di seminativo in proprietà.
Conta per i crediti: chi è in affitto ha bisogno dell'accordo del proprietario e di un contratto che duri quanto il progetto.
Scegli l'indirizzo che occupa più superficie.
Agricoltura

Suolo e pratiche colturali

Determinano il potenziale di cattura di CO₂.

Aratura profonda = rivoltare il terreno oltre 30 cm. Minima lavorazione = erpice o ripuntatore senza rivoltare la terra. Semina su sodo = semini direttamente sui residui della coltura precedente, senza lavorare.
I residui sono paglia, stocchi, sarmenti e potature che restano dopo il raccolto.
Cover crop = coltura seminata non per il raccolto ma per coprire il suolo tra un raccolto e la semina successiva. Esempi: favino, veccia, segale, miscugli.
Esempi: letame, liquame, compost, digestato solido.
Serve a ricostruire la storia del terreno. Esempio: il diserbo totale prima della semina su sodo.
Carbonio organico (COT) = la voce «carbonio organico» o «sostanza organica» nel referto del laboratorio.
Agricoltura

Allevamento e pascolo

Le emissioni zootecniche rientrano nel perimetro.

Anche pochi capi: le emissioni degli animali entrano nel bilancio dell'azienda.
Seleziona tutte le specie presenti.
UBA = unità di bestiame adulto. Una vacca vale 1 UBA, un vitello sotto i 6 mesi 0,4, una pecora o una capra 0,1. Se non sai fare il conto, scrivi il numero di capi nelle note finali.
Pascolo razionale (AMP) = la mandria viene spostata spesso su piccoli recinti e l'erba ha lunghi periodi di riposo.
Come conservi letame e liquame prima di spanderli.
Agricoltura

Carbon farming: conoscenza e baseline

Il tuo punto di partenza.

Nessuna risposta è sbagliata: ci serve per scrivere l'analisi al tuo livello.
Esempi: un progetto con uno standard volontario (Verra, Gold Standard) o iscritto a un registro regionale.
Solo quelle che fai già oggi. Quelle che vorresti fare te le chiediamo più avanti, nella parte sui requisiti.
È il fascicolo che il tuo CAA tiene per la PAC: contiene particelle, colture e titoli.
Fasce tampone = strisce di erba, arbusti o alberi lungo fossi e corsi d'acqua. Esempio: un filare di pioppi lungo il confine, una siepe di biancospino.
Agricoltura

Normativa CRCF e PAC

Aspetti regolatori per la parte agricola.

È il regolamento europeo che certifica gli assorbimenti di carbonio in agricoltura e con i boschi nuovi.
Eco-schemi = pagamenti PAC in più per pratiche ambientali, per esempio l'inerbimento degli oliveti. Misure agro-ambientali = impegni pluriennali del PSR o del CSR, per esempio l'agricoltura conservativa.
Agricoltura

Motivazioni e aspettative

Le tue priorità.

Scegli quella che conta di più per te oggi.
Ci serve per rispondere nell'analisi ai tuoi dubbi veri.
I crediti si vendono dopo le verifiche dell'ente certificatore: nel Registro CREA diventano vendibili a blocchi di 5 anni, non dal primo anno.
I costi tipici sono le analisi del suolo o i rilievi, il documento di progetto e la verifica dell'ente certificatore.
Agricoltura

Contesto economico (azienda)

Ultime informazioni sulla parte agricola.

L'ordine di grandezza del fatturato agricolo annuo: serve a proporzionare il progetto.
Il calcolo delle emissioni dell'azienda, per esempio secondo le norme ISO 14064 o ISO 14067.
Le colture o gli allevamenti che occupano più superficie o fanno più fatturato.
Conta perché l'acqua cambia quanto carbonio si accumula nel suolo e quanto sei esposto alla siccità.
Boschi

Superficie e caratteristiche del bosco

Più dettagli ci dai, più precisa sarà l'analisi.

Tutta la proprietà: boschi, campi e fabbricati compresi.
Solo la parte a bosco. Per la legge nazionale è bosco un'area di almeno 2.000 m², larga in media almeno 20 m, con gli alberi che coprono più del 20% (le Regioni possono avere definizioni proprie).
Più lotti separati vuol dire più costi di rilievo e di verifica.
Basta la fascia prevalente.
Ceduo = bosco tagliato a turni brevi che ricaccia dalle ceppaie, di solito per legna da ardere. Fustaia = alberi nati da seme e lasciati crescere a lungo, per legname. Matricinato o composto = ceduo in cui si lasciano crescere alcune piante grandi (le matricine).
Le due o tre specie più presenti. Esempi: roverella, cerro, carpino, castagno, faggio, abete.
Per un ceduo, gli anni passati dall'ultimo taglio.
Una stima a vista va bene: il tecnico la verificherà in campo.
Esempi: zone bruciate, schiantate dal vento o tagliate e mai ricresciute. Possono diventare un progetto di rimboschimento.
Utilizzazione = taglio per vendere legna o legname. Diradamento = taglio di alcune piante per far crescere meglio le altre.
Serve a stimare i costi dei rilievi e degli interventi.
Boschi

Gestione forestale attuale

Come viene gestito il bosco oggi.

Il Piano di gestione forestale (o strumento equivalente) è il piano dei tagli approvato dalla Regione. Per il Registro CREA è obbligatorio: se è in approvazione, deve essere approvato entro 2 anni dalla presentazione del progetto, altrimenti il progetto decade.
Esempio: taglio del ceduo ogni 15-20 anni per legna da ardere.
Esempi: misure forestali del PSR o del CSR, bandi regionali.
Esempio: un accordo con una ditta boschiva che compra il taglio in piedi.
Rilievi di diametri e altezze degli alberi (cavallettamento) fatti da un tecnico, spesso allegati al piano di gestione.
Boschi

Titolo di possesso e governance

La struttura giuridica della proprietà.

Usi civici o ASUC = terre di proprietà collettiva di una comunità.
Serve a dimostrare chi è il proprietario delle particelle.
Se il bosco è affittato, anche chi lo gestisce deve essere d'accordo sul progetto.
Esempi: diritto di legnatico di una comunità, strade di passaggio, vincolo di indivisibilità fra eredi.
Il credito appartiene a chi ha il diritto sul terreno e sul bosco: se siete in più, firmate tutti.
Boschi

Baseline e potenziale di cattura di CO₂

Storia e stato del bosco.

Esempi: vecchi piani dei tagli, ortofoto di anni diversi, rilievi di un tecnico.
Una stima di quanta biomassa e quanto carbonio c'è oggi nel bosco.
Esempi: incendio, schianti da vento o neve, bostrico, processionaria.
Esempio: una gestione secondo un piano approvato, o una certificazione FSC o PEFC.
Boschi

Normativa forestale

Conoscenza del quadro regolatorio.

È il decreto del 2025 che ha avviato il registro pubblico nazionale dei crediti di carbonio forestali, gestito dal CREA.
Verra e Gold Standard sono standard privati internazionali; il CRCF è il regolamento europeo.
Boschi

Motivazioni e obiettivi (bosco)

Cosa ti aspetti dai crediti forestali.

Scegli quello che conta di più per te oggi.
Conta perché, se vendi l'area durante il progetto, devi ricomprare i crediti persi o avviare un nuovo progetto.
Esempi: un agriturismo che userebbe i crediti del suo bosco, una segheria di famiglia.
I crediti del Registro CREA si possono vendere solo in Italia, e chi li compra deve dimostrare di misurare e ridurre le proprie emissioni.
Boschi

Disponibilità operativa (bosco)

Risorse per avviare il percorso.

Esempi: rilievi, documento di progetto, verifica dell'ente certificatore accreditato.
Un dottore forestale o agronomo iscritto all'albo.
Il Registro CREA prevede un controllo nei primi 2 anni e poi uno ogni 5 o 10 anni.
È il sistema informativo forestale della tua Regione, dove si registrano tagli e piani. Se non sai cos'è, scegli l'ultima risposta.
Boschi

Economia del bosco

Valore attuale del bosco.

Esempi: vendita di legna, legname, tartufi, affitto per la caccia.
Esempi: manutenzione delle strade forestali, sorveglianza, tasse sul fondo.
Requisiti per i crediti · 1 di 4

Che cosa vuoi fare

Da qui in poi le domande seguono le regole per ottenere i crediti: il regolamento europeo CRCF e il Registro nazionale dei crediti forestali del CREA. Vedi solo quelle che riguardano il tuo caso.

Sono le pratiche che l'allegato del regolamento europeo riconosce. Puoi sceglierne più di una: spesso anzi vanno combinate, perché alcune da sole non bastano.
Sono gli interventi che il Registro CREA ammette per un bosco esistente, con un impegno di almeno 20 anni. Due avvertenze: smettere del tutto di fare i tagli previsti dal piano non è ammesso; e i boschi che esistono già non rientrano nel regolamento europeo CRCF (la metodologia europea per la gestione forestale è attesa nel 2027).
Terreno aperto = campo, prato, pascolo o incolto dove oggi il bosco non c'è. Se rispondi sì, alla fine ti facciamo le domande sull'impianto. Sono esclusi i cedui a turno breve per biomassa (SRF e SRC).
Requisiti per i crediti · 2 di 4

I cancelli: si può certificare?

Sono le domande che decidono se un progetto è certificabile. Le domande con * sono obbligatorie; se non conosci un dato scegli «Non lo so»: nell'analisi ti scriviamo come recuperarlo.

Esempi di «partito»: hai già seminato le cover crop, piantato gli alberi, chiuso i fossi. La regola europea è: prima si presenta la domanda di certificazione, poi si parte. Chi ha iniziato fra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2027 rientra in una deroga.
Conta anche l'ordine delle piante al vivaio, il contratto con la ditta d'impianto, l'acquisto di sementi o attrezzature: per le regole l'intervento parte da lì, non dal primo giorno in campo.
Esempi di obbligo: un rimboschimento compensativo per aver trasformato un bosco, una compensazione chiesta da una VIA o da una VAS, siepi o fasce tampone richieste dalla condizionalità PAC, un'ordinanza. Quello che è obbligatorio non genera crediti.
Esempi: PSR o CSR, bandi regionali, PNRR. Il contributo non esclude i crediti ma cambia le regole: nel Registro CREA non deve superare l'85% del costo, oppure l'impegno deve durare oltre il periodo richiesto dal contributo. Esempio: impianto da 10.000 €, contributo di 6.000 €, cioè il 60%.
Esempio: un impegno di agricoltura conservativa del PSR firmato nel 2023 per 5 anni. Un impegno firmato è un obbligo: finché dura, quella pratica non è addizionale. Si può certificare solo quello che fai in più.
Il credito deve essere il motivo per cui l'intervento si fa: il Registro CREA lo chiama test d'investimento, il regolamento europeo effetto incentivante. Se lo faresti comunque, perché conviene già o perché lo paga qualcun altro, i crediti rischiano di non essere riconosciuti. Rispondi sinceramente: serve a non illuderti.
Esempi: un contratto con una società che ha comprato in anticipo i crediti, un'iscrizione a Verra o a un registro regionale. Gli stessi crediti non si possono vendere due volte: è il doppio conteggio.
Non è obbligatoria, ma l'ente certificatore ne tiene conto quando valuta il progetto.
Il progetto dura decenni. Se sei in affitto, in concessione o in usufrutto, il contratto deve coprire tutta la durata del progetto (per esempio almeno 20 anni nel Registro CREA): se scade prima va rinnovato o esteso prima di partire. Se sei proprietario scegli la prima risposta.
Esempi: nuovi fossi, drenaggi tubolari sotto il campo, un'idrovora più potente per asciugare il terreno. Chi ha drenato dopo quella data non può certificare pratiche su quell'area: è la regola contro chi degrada un terreno per farsi pagare il ripristino.
Prato permanente = prato o pascolo non inserito nella rotazione da almeno 5 anni (è la definizione della PAC). Se lo hai arato dopo quella data, su quell'area non si possono certificare né la conversione a prato né la gestione migliorata del pascolo.
Esempio: hai estirpato una siepe per allargare un campo. La rimozione per incendi, malattie delle piante o schianti da vento è ammessa; le altre chiudono la porta alle pratiche con alberi su quell'area.
Minerale = la normale terra agricola, fatta di sabbia, limo e argilla, marrone o grigia: in Italia è quasi tutta così. Organico o torboso = terra nera, spugnosa e leggera, fatta in gran parte di resti vegetali non decomposti: si trova in ex paludi, zone di bonifica, torbiere di montagna. Se nessuno ti ha mai parlato di torba sul tuo terreno, quasi certamente è minerale. Conta perché il regolamento europeo tratta i due suoli con regole diverse.
Il regolamento chiede di mantenere le fasce tampone lungo i corsi d'acqua. Esempio: una striscia d'erba o di arbusti larga qualche metro lungo un fosso, un filare di salici sulla sponda di un canale.
Quanto dura: nel regolamento europeo 5 anni rinnovabili fino a 20 per le pratiche sul suolo, 15 rinnovabili fino a 30 per siepi e alberi nei campi, 35 anni più almeno 40 di monitoraggio per un bosco nuovo; nel Registro CREA almeno 20 anni per boschi e impianti. Alla fine delle pratiche sul suolo seguono altri 5 anni di monitoraggio. Cosa vuol dire impegnarsi: non basta dirlo qui e non serve un notaio. L'impegno si scrive nel piano di attività (il documento di progetto) che firmi e presenti all'ente certificatore; l'ente controlla in campo e, se l'impegno non è rispettato, i crediti non vengono riconosciuti. Qui ti chiediamo solo se saresti disposto a firmarlo.
Requisiti per i crediti · 3 di 4

Punto di partenza, misura e rischio

Servono a calcolare i numeri: com'era gestita l'area, come si misura il carbonio, quanto è esposta a perderlo, per quanto tempo ti impegni.

Alcune pratiche non valgono da sole. Semina su sodo o minima lavorazione vanno abbinate a cover crop o al rilascio dei residui. Letame, compost o digestato vanno abbinati a cover crop o a una rotazione migliorata. Un nuovo oliveto o frutteto va abbinato, per esempio, all'inerbimento dell'interfila. Concimazione di precisione e inibitori vanno abbinati a una delle pratiche precedenti. Per quanto tempo: per tutto il periodo di attività, cioè almeno 5 anni per le pratiche sul suolo e 15 per quelle con alberi.
Esempio: mais, soia, frumento e poi di nuovo mais = 3 anni. Lo scenario di partenza si calcola sugli ultimi 3 anni, ma se la rotazione è più lunga il periodo va esteso a tutto il ciclo.
Esempio: 2023 mais, aratura, suolo nudo d'inverno; 2024 soia, minima lavorazione; 2025 frumento, paglia interrata. Per il bosco: tagli e interventi fatti. Anche a grandi linee: da qui si costruisce lo scenario di partenza.
Il registro delle operazioni e dei trattamenti tenuto su un programma o un'app che sa su quale appezzamento hai lavorato (georeferenziato). Senza uno storico così lo scenario di partenza è difficile da dimostrare.
Tessitura = proporzione di sabbia, limo e argilla. La trovi nelle analisi del suolo alla voce «granulometria». Esempio: terreno argilloso, pesante, che d'estate si crepa. Conta perché cambia quanto carbonio il suolo può ancora accumulare.
Carbonio organico = la sostanza organica del suolo. Se non hai analisi, basta la tua impressione: un terreno diventato più chiaro, più compatto, che trattiene meno acqua, di solito ne ha perso.
Il regolamento ammette quattro approcci (modelli, misurazioni, indicatori, valori standard) e se ne sceglie uno per tutto il periodo. Anche con i modelli si campiona il suolo all'inizio e ogni cinque anni. Per un bosco la misura sono i rilievi in campo di diametri e altezze.
Il Registro CREA chiede i confini dell'area su una mappa digitale in scala 1:5.000 o 1:10.000. Se non ce l'hai si fa: ci serve sapere se partiamo da zero.
Anche sui campi, non solo nel bosco. Esempi: grandinata 2023, allagamento 2024, siccità 2022, incendio del 2021.
Se un incendio o una siccità fanno tornare in atmosfera il carbonio, i crediti persi vanno coperti. Due strade: tenere da parte una quota di crediti senza venderli (nel Registro CREA dal 15 al 40% per i boschi) oppure un'assicurazione.
Il regolamento chiede di dimostrarne almeno uno, per escludere per esempio le monocolture a crescita rapida. Esempio: una siepe nuova con cinque specie diverse, o l'abbandono dei diserbanti.
Quanto dura: nel regolamento europeo 5 anni rinnovabili fino a 20 per le pratiche sul suolo, 15 rinnovabili fino a 30 per siepi e alberi nei campi, 35 anni più almeno 40 di monitoraggio per un bosco nuovo; nel Registro CREA almeno 20 anni per boschi e impianti. Alla fine delle pratiche sul suolo seguono altri 5 anni di monitoraggio.
Più aziende che si certificano insieme, per esempio con una cooperativa o un consorzio: i costi di verifica si dividono. Sotto certe superfici è spesso l'unica strada sostenibile.
Requisiti per i crediti · 4 di 4

Il nuovo impianto

Le domande per chi vuole piantare alberi su terreno oggi aperto.

Un bosco nuovo si certifica solo dove il bosco non c'era: prato, pascolo, seminativo o terreno con pochi alberi sparsi. Lo si verifica con le ortofoto storiche.
Guardalo dall'alto, su una foto aerea o su Google Earth: se gli alberi sparsi coprono meno di un decimo del terreno sei sotto il 10%. È la soglia del regolamento europeo per il bosco nuovo.
Per il regolamento europeo un bosco nuovo deve essere di almeno 0,5 ettari. Nel Registro CREA fino a 5 ettari il calcolo è semplificato.
Autoctone = specie che crescono spontanee nella tua zona. Esempi: roverella, cerro, carpino, acero campestre, frassino, leccio. Le specie non autoctone sono escluse salvo una dimostrazione specifica; quelle esotiche invasive sempre.
La composizione mista è la regola: le piantagioni di una sola specie a crescita rapida sono il caso che le regole vogliono escludere.
Per un bosco conta la norma forestale della tua Regione (per esempio 1.100 piante per ettaro). Per gli alberi dentro campi o pascoli, il Registro CREA chiede da 50 a 150 piante per ettaro.
Specie che soffrirebbero il clima dei prossimi decenni vogliono dire rischio alto di perdere il carbonio, quindi meno crediti vendibili.
Il Registro CREA lo richiede firmato da un professionista abilitato (dottore agronomo o forestale), per tutta la durata del progetto e con tutte le cure previste.
Ultimo passo

Aspetti trasversali e note

Per completare la valutazione.

I confini vanno georeferenziati: senza particelle non si stima niente sul serio e non si verifica da satellite l'uso passato del terreno.
Serve a confrontare il reddito di oggi con quello che avresti con il progetto.
Esempi: pagamento di base PAC, eco-schemi, premi del PSR per il bosco.
Esempio: una società che ti ha proposto di comprare in anticipo i crediti del tuo bosco.
Tutto quello che non abbiamo chiesto e che secondo te conta.
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Per domande: segreteria@foreverbambu.com

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